STF SRL – TITOLO II CAPO III

Società di Topografia: nuove tecnologie per portare i rilievi batimetrici a un livello superiore

Un progetto di investimento nato dall’esigenza di ampliare i servizi dell’impresa attraverso tecnologie di ultima generazione per il rilievo dei fondali: dall’esperienza maturata in oltre trent’anni di attività all’introduzione di un sistema Multibeam capace di aumentare precisione, dettaglio e capacità operativa.

Impresa: Società di Topografia S.r.l. – STF S.r.l.
Settore: Topografia, cartografia e rilievi
Ambito: Innovazione tecnologica e batimetria
Strumento: Titolo II Capo III – Regione Puglia
Localizzazione: Brindisi (BR)
Finanziamento previsto nel piano: € 101.320
Stato: progetto di investimento

STF è una società costituita nel 1990 e attiva da oltre trent’anni nel settore della topografia, con competenze applicate alla progettazione e realizzazione di infrastrutture, grandi opere, archeologia e architettura. Nel tempo ha maturato esperienze anche fuori dall’Italia, lavorando in contesti come Haiti, Malawi, Grecia e Kazakhstan.

Innovare per ampliare il mercato

Nel settore dei rilievi, la qualità del servizio dipende in larga parte dalla capacità di utilizzare tecnologie sempre più precise e performanti.

STF aveva già costruito negli anni una dotazione tecnologica avanzata, comprendente sistemi APR, laser scanner e strumentazione per rilievi topografici, aerofotogrammetrici e tridimensionali.

Il passo successivo era potenziare in modo significativo la capacità dell’impresa nel campo della batimetria, cioè nella rilevazione e ricostruzione morfologica dei fondali marini, lacustri e dei corsi d’acqua.

Da questa esigenza nasce il nuovo progetto di investimento.

L’obiettivo era introdurre una tecnologia capace di garantire un livello di accuratezza e dettaglio superiore rispetto alla strumentazione già disponibile, ampliando contemporaneamente la tipologia e la complessità delle commesse che l’impresa avrebbe potuto affrontare.

Che cos’era il Titolo II Capo III?

Il Titolo II Capo III era uno strumento della Regione Puglia dedicato agli investimenti delle piccole e medie imprese.

La misura era finalizzata a sostenere programmi di investimento destinati alla crescita e al potenziamento delle attività aziendali, accompagnando l’impresa nell’accesso al finanziamento necessario alla realizzazione del progetto.

Nel caso di STF, lo strumento è stato individuato per sostenere un investimento tecnologico finalizzato a rafforzare la capacità produttiva dell’impresa e introdurre nuovi servizi ad elevato contenuto tecnico. Il Business Plan prevedeva, nell’anno a regime, un finanziamento collegato al Capo III pari a €101.320.

Il progetto

Il cuore dell’investimento è rappresentato dall’introduzione del sistema R2 Sonic Multibeam Echosounder, una tecnologia avanzata per l’esecuzione di rilievi batimetrici.

Il sistema permette di acquisire informazioni estremamente dettagliate sulla conformazione dei fondali, aumentando precisione, estensione e qualità delle rilevazioni.

A supporto della nuova strumentazione, il progetto prevedeva inoltre l’acquisto di hardware di ultima generazione, come workstation e personal computer, necessari per elaborare e gestire la grande quantità di dati prodotti durante le attività di rilievo.

L’obiettivo non era quindi il semplice acquisto di una nuova apparecchiatura.

Era ampliare concretamente ciò che l’impresa era in grado di offrire al mercato.

Dalla topografia tradizionale ai rilievi batimetrici avanzati

STF operava già in un ampio numero di ambiti: topografia, aerofotogrammetria, cartografia, rilievi tridimensionali e batimetria.

L’investimento ha rappresentato un’evoluzione naturale di questo percorso.

La tecnologia Multibeam consente infatti di aumentare significativamente il livello di dettaglio delle indagini sui fondali e di affrontare attività con requisiti tecnici più elevati.

Le applicazioni potenziali riguardano numerosi contesti:

infrastrutture portuali,
progettazione di opere marittime,
indagini sui fondali,
servizi per enti pubblici,
società di ingegneria,
monitoraggio e progettazione di infrastrutture.

La documentazione individua, tra i potenziali clienti, imprese e privati, società di ingegneria e architettura, Comuni, Autorità di Sistema Portuale, Agenzia del Demanio e altri enti pubblici

Tecnologia come leva di crescita

La scelta di investire nasce da una considerazione molto concreta.

In un mercato sempre più competitivo, continuare a lavorare con gli stessi strumenti significa rischiare di limitare progressivamente la propria capacità di acquisire commesse più complesse.

STF ha quindi scelto di utilizzare l’innovazione tecnologica per:

aumentare la precisione dei servizi,
ampliare il raggio di azione dei rilievi,
accedere a nuove tipologie di commessa,
rafforzare il proprio posizionamento competitivo,
incrementare la capacità produttiva dell’impresa.

Il progetto prevedeva anche, come obiettivo di sviluppo, la possibilità di aumentare l’organico aziendale e formare nuove figure professionali.

Un investimento pensato per far crescere l’impresa

Il Business Plan non considera la tecnologia come un elemento isolato.

L’introduzione della nuova strumentazione viene inserita all’interno di un percorso più ampio di crescita economica.

Le previsioni elaborate nel progetto stimavano, a regime, un aumento del fatturato netto da €184.720 a €466.840 e un valore della produzione prossimo a €492 mila. Si tratta naturalmente delle previsioni elaborate nella fase di progettazione e non di risultati consuntivi

Questo aspetto è importante.

L’investimento non viene giustificato soltanto perché esiste una tecnologia migliore.

Viene collegato alla capacità dell’impresa di generare nuovi servizi, raggiungere nuovi clienti e costruire una posizione più competitiva sul mercato.

Il ruolo di Cardone & Associati

Cardone & Associati ha accompagnato l’impresa nella strutturazione del progetto nell’ambito del Titolo II Capo III, lavorando sul collegamento tra esigenza aziendale, investimento tecnologico e sostenibilità economico-finanziaria.

Il punto di partenza non è stato il finanziamento.

È stata la necessità dell’impresa di evolvere tecnologicamente e ampliare la propria capacità di operare nel mercato dei rilievi ad elevata precisione.

Su questa esigenza è stato costruito il programma di investimento, valutandone gli effetti sulla struttura produttiva e sulle prospettive di crescita.

È proprio questo passaggio che trasforma l’acquisto di un macchinario in un progetto d’impresa.

Cosa ci insegna questo progetto

Il caso STF mostra che, per un’impresa con una lunga esperienza, innovare non significa necessariamente cambiare mestiere.

Può significare utilizzare nuove tecnologie per fare meglio ciò che si sa già fare, aumentare la qualità del servizio e aprire nuovi spazi di mercato.

L’investimento nasce quindi dalla conoscenza dell’impresa, delle sue competenze e delle possibilità concrete di evoluzione.

Solo successivamente viene individuato lo strumento finanziario più coerente per accompagnarlo.

È una metodologia maturata attraverso l’esperienza e che oggi ritroviamo anche nel nostro approccio alla Crescita Finanziata®: prima l’impresa, poi il progetto, infine gli strumenti per finanziarne la crescita.

La tua impresa ha bisogno di una nuova tecnologia per crescere?

Un nuovo macchinario può aumentare la produttività, migliorare la qualità dei servizi o permettere di entrare in mercati fino a quel momento non accessibili.

Ma prima di investire è necessario capire quanto il progetto è sostenibile e come inserirlo correttamente nel percorso di crescita dell’impresa.

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